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I disturbi del sonno nel cane

I nostri pet possono avere problemi di russamento e difficoltà respiratorie durante il sonno, proprio come noi! Questi disturbi, noti come disturbi respiratori del sonno (SDB), possono variare da una lieve difficoltà respiratoria a pause complete nella respirazione, chiamate apnee.

Interessante, eh? Questi problemi sono particolarmente evidenti nei cani brachicefali come i Bulldog inglesi e i Cavalier King Charles Spaniel, a causa della loro struttura cranica che li rende più suscettibili a ostruzioni delle vie aeree.

Nell’uomo sono già disponibili un bel po’ di ricerche che collegano questi disturbi a problematiche serie come malattie cardiovascolari e ipertensione, ma per i nostri pet, è ancora presto per comprendere appieno l’impatto.

Sembra che anche i cani con questi disturbi possano sperimentare conseguenze simili, inclusi problemi cardiovascolari. Mentre per le persone esistono metodi convenienti per diagnosticare questi problemi a casa, per i cani è un po’ più complicato. Tradizionalmente si utilizzano metodi che richiedono attrezzature specifiche e un ambiente clinico, non proprio l’ideale per un cane che vuole solo fare un pisolino nella sua cuccia.

Per questo motivo, alcuni ricercatori stanno mettendo alla prova nuovi dispositivi portatili che potrebbero essere utilizzati comodamente a casa per tenere d’occhio la qualità del sonno dei nostri cani con l’obiettivo di rendere la diagnosi e il trattamento dei disturbi del sonno più accessibili e meno stressanti per loro.

Cosa possiamo fare nel frattempo?

In attesa che la continua evoluzione medico scientifica ci fornisca nuovi strumenti per il monitoraggio della qualità e dei disturbi del sonno, possiamo certamente intervenire diagnosticando e trattando condizioni predisponenti con particolare riferimento alla sindrome brachicefalica (BAOS).
Se il tuo amico a 4 zampe appartiene ad una razza predisposta (Bull dog, carlino, pechinese, boston terrier, shi-tzu, ecc.…), richiedi una visita specialistica preventiva.

Per saperne di più leggi l’articolo dedicato alla sindrome brachicefalica.

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