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Linfoma

2020-04-23 11:58

admin

Linfoma

Il termine linfoma si riferisce ad un gruppo di neoplasie che hanno in comune la loro origine, dalle cellule linforeticolari.Generalmente, i linfomi coinvolgon

Il termine linfoma si riferisce ad un gruppo di neoplasie che hanno in comune la loro origine, dalle cellule linforeticolari.
Generalmente, i linfomi coinvolgono il tessuto linfoide (linfonodi, milza, midollo osseo), tuttavia possono interessare qualsiasi tessuto dell’organismo.
I linfomi rappresentano il 7-24% della totalità delle neoplasie del cane ed il 90% dei tumori emopoietici del cane ed è  tra le più frequenti neoplasie anche nei gatti.
Non è segnalata alcuna predisposizione di sesso ed è  registrata una maggiore incidenza nei boxer, pastori tedeschi, golden retrievers e bull mastiff, sebbene sia un tumore piuttosto frequente in qualsiasi razza e nei meticci.
Sebbene siano state ipotizzate diverse cause eziologiche dei linfomi, l’eziologia  è da ritenersi sconosciuta.
I linfomi vengono classificati secondo vari criteri, i tre criteri principali di classificazione sono il tipo istologico, la localizzazione anatomica e lo stadio clinico.
La classificazione istologica comprende diversi sistemi ed è molto complessa, da questo deriva un’estrema variabilità di comportamento biologico e di conseguenza un’altrettanto variabilità di prognosi.
In base alla localizzazione anatomica  di insorgenza, i linfomi sono distinti a localizzazione multicentrica, gastrointestinale, mediastinica craniale, cutanea ed in forme primarie extranodali (occhio, sistema nervoso centrale, ossa, cavità nasali, testicoli…..).
La classificazione relativa allo stadio clinico, comprende cinque stadi e due sub stadi questi ultimi vengono classificati in A e B, a seconda chi il paziente manifesti o meno segni clinici.
I segni clinici variano a seconda della localizzazione anatomica, nella forma multicentrica, che rappresenta la localizzazione più frequente nel cane, la prima alterazione è la linfoadenomegalia, il paziente viene portato in visita presso una struttura veterinaria, a causa dell’aumento notevole dei linfonodi esplorabili, generalmente i linfonodi mandibolari, di cui il proprietario, può facilmente rendersi conto accarezzando il proprio animale.
Nel linfoma gastrointestinale, che costituisce la localizzazione più frequente nel gatto, i primi sintomi sono, anoressia vomito, diarrea e perdita di peso.
Nel linfoma mediastinico, la difficoltà respiratoria, rigurgito ed intolleranza all’esercizio, costituiscono i sintomi clinici principali.
Le lesioni cutanee, secondarie a linfoma, possono assumere aspetto differente, a seconda dell’evoluzione clinica, possono presentarsi come lesioni alopeciche, eritematose,ulcerative, crostose, essudative e nodulari.
Per tutte le altre localizzazioni anatomiche dei linfomi, i primi sintomi, sono riconducibili all’organo primariamente interessato.
Ai fini di una diagnosi di certezza, occorre eseguire un campionamento cito-istologico dei tessuti coinvolti.
Dopo essere giunti ad una diagnosi di certezza, occorre eseguire una stadiazione, tramite esami ematologici, ecografia addominale e toracica, studio radiografico del torace ed in alcuni casi, citologia/biopsia del midollo osseo e diagnostica per immagini avanzata (TC-RMI ).
La terapia di elezione è generalmente la chemioterapia.
I protocolli chemioterapici prevedono l’associazione di più farmaci con meccanismi d’azione differenti.
L’associazione di più molecole, ha il vantaggio di ridurre la chemio resistenza e consente di ottenere percentuali più elevate di remissione ed ottenere un periodo maggiore di remissione.
I protocolli chemioterapici, utilizzati per il trattamento dei linfomi, sono numerosi la scelta del protocollo più adeguato, deve essere effettuata in base al tipo istologico di linfoma ed allo stato clinico del paziente.
La terapia è generalmente ben tollerata, con effetti colletarali molto contenuti.
Come detto in precedenza, i linfomi sono neoplasie con comportamento biologico molto variabile, per cui anche la risposta alla terapia e di conseguenza la prognosi sono molto differenti,  generalmente non si ottiene una guarigione clinica, ma una remissione parziale o completa, di durata variabile da poche settimane ad alcuni anni.
Anche in pazienti in remissione completa da vari mesi, si presenterà la recidiva, che generalmente coinvolge gli stessi tessuti interessati nella prima manifestazione, ma che può interessare tessuti differenti.
Per alcune localizzazioni anatomiche e/o per l’evoluzione clinica, la chirurgia oncologica e/o la radioterapia devono essere, associati alla chemioterapia o costituire le uniche opzioni terapeutiche,

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