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Leishmaniosi: conoscerla per proteggerli

2021-03-30 10:35

admin

Leishmaniosi: conoscerla per proteggerli

Il termine linfoma si riferisce ad un gruppo di neoplasie che hanno in comune la loro origine, dalle cellule linforeticolari.Generalmente, i linfomi coinvolgon

La leishmaniosi è una malattia parassitaria sostenuta da protozoi del
genere Leishmania, ampiamente diffusa sul territorio nazionale, che
colpisce primariamente il cane domestico ed in minor misura l’uomo ed il
gatto. Questa presenta un complesso ciclo vitale che necessita di un
vettore biologico per poter essere trasmessa da un cane infetto ad un cane
sano o all’uomo e viceversa (antropo-zoonosi). Tale ruolo sul nostro
territorio è svolto esclusivamente dal flebotomo o pappatacio, un piccolo
insetto della famiglia dei ditteri che nutrendosi del sangue dei mammiferi,
svolge un ruolo chiave nella diffusione della malattia. Infatti, solo in esso le
leishmanie nelle forme larvali possono maturare nelle forme infettanti,
necessarie perché si abbia la trasmissione della malattia. Altri insetti o
artropodi ematofagi come zanzare e zecche presenti sul nostro territorio,

non svolgono alcun ruolo epidemiologico rilevante per la diffusione della malattia.
Un cane sano può stare a contatto con uno infetto o rischia di infettarsi a sua volta?
Come abbiamo visto la malattia non si trasmette direttamente da cane a cane, ma necessita del pasto di sangue da
parte del flebotomo per essere veicolata. Inoltre, il parassita necessita diversi giorni prima di raggiungere uno stato di
maturazione adeguato all’interno del flebotomo, pertanto è improbabile che lo stesso flebotomo veicoli la malattia tra
due cani conviventi. Per lo stesso motivo un cane infetto non rappresenta di fatto un rischio per il proprietario.
Il mio cane è risultato positivo al test, vuol dire che è malato?
No, la positività ai più comuni test su sangue, indica semplicemente la presenza di anticorpi specifici, sviluppati dal
contatto tra sistema immunitario e parassita, questo non implica necessariamente che si sia instaurata un’infezione
stabile e tantomeno che il cane abbia contratto la malattia. In relazione al test effettuato, il medico veterinario eseguirà
una approfondita visita clinica e valuterà quali approfondimenti diagnostici siano necessari per chiarire la condizione
clinica del paziente.
Come possiamo proteggere il nostro animale dalla leishmaniosi?
Ad oggi il ruolo più importante nella profilassi è assunto dai repellenti così det anti-feeding, ovvero tutti quei prodotti
che puntano ad evitare il pasto di sangue da parte del flebotomo. Il loro utilizzo deve essere costante per tutto il
periodo di attività biologica del flebotomo, dunque dai primi caldi primaverili sino al periodo autunnale compreso.
Numerosi studi hanno dimostrato che l’utilizzo di prodotti repellenti riduce drasticamente la trasmissione della
malattia.
Negli ultimi anni altro ruolo fondamentale è stato rivestito dalla produzione di vaccini di ultima generazione,
estremamente sicuri e molto efficaci che, in associazione ai repellenti, assicurano un livello di protezione elevato,
anche per soggetti che vivono in aree endemiche con elevato grado di esposizione.
Altra accortezza che punta a limitare il più possibile il contatto tra cane e flebotomo è quella di tenere il proprio cane in
ambiente domestico o comunque un ambiente chiuso o protetto da zanzariere a maglia fine (< 1mm) durante le ore
serali, nei periodi a rischio.
Quali cani possono essere sottoposti alla vaccinazione?
Tutti i cani di età superiore ai 6 mesi possono potenzialmente essere sottoposti alla vaccinazione, purché siano stati
prima sottoposti al test, con esito negativo.
I vaccini di ultima generazione sono inoltre molto pratici, necessitando di una sola somministrazione annuale,
preferibilmente nel periodo primaverile di marzo-aprile. L’efficacia è già presente ad un mese dalla somministrazione.
Un cane infetto necessita comunque di essere sottoposto a profilassi?
Sebbene i soggetti infetti o malati non debbano essere sottoposti a profilassi vaccinale, è invece fondamentale che
questi vengano trattati con prodotti repellenti anti-feeding proprio come i soggetti sani. In questo modo eviteremo che
il flebotomo possa infestarsi e diffondere la malattia a soggetti sani, uomo compreso.
Il mio gatto passa molto tempo all’esterno, come posso proteggerlo?
Sebbene questa specie sia meno sensibile rispetto al cane, recenti studi hanno evidenziato una sempre più frequente
presenza di infezione tra i felini. Sebbene non esista ad oggi un vaccino dedicato per il gatto, esistono invece alcuni
prodotti repellenti specifici. E’ importante ricordare che i prodotti repellenti per cani non vanno mai utilizzati sul gatto,
perché gravemente tossici.

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